IL VALORE NUTRITIVO DEI FUNGHI
Il valore nutritivo dei funghi è alquanto
incerto, ma di regola poco o pochissimo elevato.
Sul contenuto vitaminico i pareri sono discordi,
comunque è esigua la percentuale. Il valore
nutritivo dei funghi varia da specie a specie. Il
contenuto di vitamine B1 e B2 è discreto mentre
risulta scarso quello di vitamina C e quasi nullo
quello di vitamina A. I sali minerali contenuti
sono, in gran parte, rame, ferro, potassio, le cui
proporzioni sono pari a quelle di altri ortaggi.
Il contenuto proteico e glucidico risulta scarso
mentre è trascurabile la presenza di lipidi. In
generale possiamo dire che hanno un contenuto di
acqua molto alto, intorno al 90%, sono scarsissimi
in lipidi e carboidrati, di conseguenza le
chilocalorie (kcal) sono veramente poche, intorno
a 20 per 100 g.
Il loro apporto proteico è piuttosto alto (2-4%),
ma le proteine sono di scarso valore biologico, e
sicuramente di grado inferiore a legumi e cereali.
Interessante è invece il loro apporto di sali
minerali: ferro (anche se non in forma ben
assorbibile), rame, fosforo e zinco.
Come
abbiamo visto sono invece
buoni portatori di sali minerali, con differenti
percentuali a seconda della specie. È difficile
comunque trarre delle conclusioni di ordine
dietetico poiché non sono un alimento in generale
comune in tavola e nella quantità abitualmente
mangiata non rappresentano un apporto risolutivo.
Il valore dei funghi è soprattutto di natura
gastronomica, sanno offrire il loro aroma e il
loro sapore attraverso una gamma ampia di
possibilità culinarie. Ogni consumatore ha
senz'altro la propria scala di qualità che può
differire da persona a persona, da regione a
regione, da abitudini e usi gastronomici. Il
segreto alimentare è comunque sempre semplice:
funghi di buona qualità, non solo per proprie
caratteristiche ma anche dal punto di vista della
conservazione, pulizia e freschezza, quantità
moderate e cucinati nel modo giusto, il più
semplice e leggero possibile.
(continua)
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